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«Pur tra prolungate eclissi, la parola ‘democrazia' è sopravvissuta, nel corso di due millenni e mezzo, apparentemente uguale a se stessa. Ma dietro quella facciata immobile sono transitati vari e assai diversi contenuti.
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Fino all'attuale perdita di senso.» Se la storia delle parole è un indicatore dei mutamenti che accadono nella realtà, ciò è più vero che mai nel caso della abusatissima e strattonata parola ‘democrazia'. Il concetto che esprime è di per sé dirompente: non a caso fu a lungo intesa come sinonimo di ‘rivoluzione sociale' e perciò avversata. I tanti aggettivi che l'hanno accompagnata nei secoli hanno avuto e hanno come obiettivo quello di limitarne gli effetti, o invece di sottolinearli, o addirittura di farle dire il contrario di ciò che essa esprime. Nel corso del tempo, e – fenomeno straordinario – da un capo all'altro del pianeta, la parola ‘democrazia' ha creato passione tenace, allarme e, più spesso di quanto siamo disposti ad ammettere, finta adorazione. Insomma, ‘democrazia' non è mai un approdo stabile e conclusivo: è piuttosto una idea-forza, un obiettivo, un orizzonte. In queste pagine, una straordinaria sintesi storica e insieme una coraggiosa interpretazione.
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