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Il volume discute dapprima criticamente le più rilevanti teorie del populismo, indicando che 1) il populismo non è una minaccia per la democrazia ma una reazione al suo svanire, che 2) tuttavia esso non rivitalizza i sistemi democratici e che 3) non rappresenta il popolo contro le èlites perché il popolo è una costruzione delle élites.
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Su questa base sviluppa una teoria funzionale dei sistemi politici e radica il populismo nel loro divenire disfunzionali. Infine, riconduce gli stessi problemi sistemici a trasformazioni della struttura dell'esperienza che ha dissolto la possibilità di costruire soggetti collettivi, senza i quali la politica non può esistere. Il populismo mette insieme individui che restano soli e separati, incapaci di pensarsi in un "noi". C'è populismo perché non c'è politica.